ἐς κόρακας

Frequente imprecazione, la cui prima attestazione, allo stato attuale delle nostre conoscenze, è nell’Epodo di Colonia (Archil. fr. 196a.31 West2) e conferma gli stretti rapporti esistenti tra giambografia e commedia. Tra le varie ipotesi eziologiche utili a spiegare questa locuzione figura in particolare quella relativa a un luogo in cui erano gettati i corpi dei condannati a morte che, rimasti insepolti, diventavano pasto di fiere e uccelli rapaci: che Κόρακες fosse il nome del luogo in cui erano abbandonati i corpi ad Atene riferisce lo scoliasta aristofaneo (rec) ad Pl. 394b α-β Chantry. Tra le occorrenze comiche di questa imprecazione si segnala un verso della Pace di Aristofane (v. 1221: ἀπόφερ᾿, ἀπόφερ᾿ ἐς κόρακας ἀπὸ τῆς οἰκίας), dove è presente, come nel passo nicofonteo (fr. 2: οὐκ ἐς κόρακας τὼ χεῖρ᾿ ἀποίσεις ἐκποδὼν / ἀπὸ τοῦ σκυταλίου <     > καὶ τῆς διφθέρας;), l’uso del verbo (ἀποφέρω) e di ἀπό + genitivo: come Trigeo manda alla malora il molesto Fabbricante di armi, intimandogli di tenersi alla larga dalla propria casa, cosí nel frammento nicofonteo il personaggio parlante ingiungerebbe bruscamente il suo interlocutore ad allontanarsi dai suoi oggetti personali.

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